Minimalism / Less is more

Negli ultimi anni abbiamo vissuto un continuo evolversi nel mondo del bartending, dalla riscoperta dei grandi classici con Juleps e Punches al bicchiere, a drink serviti in bicchieri di ogni tipo per via dell’avvento dei social media all’interno degli ambienti; e in virtu’ di cio’ possiamo renderci conto che del resto tutto cambia.

Tutto cambia, si, ma tutto quanto resta uguale; i social media continuano ad essere un elemento molto importante all’interno di un’azienda e proprio guardandoli ci rendiamo conto che che oggi sta vincendo la semplicita’.

Il minimalismo e’ una forma d’arte, uno stile di vita che si esprime rimuovendo il superfluo e focalizzando l’attenzione su cio’ che conta; la dedizione all’essenziale che non solo sta prendendo il posto dello stravagante e decorato nei drink, ma anche nel servizio, negli arredamenti e nell’approccio e oggi lo vediamo emergere in quasi tutto il mondo.

 

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Questo cambiamento ha portato i bartender a capire che limitare la carta aiuta nell’organizazzione; un progetto minimale aiuta ad organizzare la mente e il bar stesso, utilizzare ingredienti freschi e programmare in modo piu’ metodico ed il discorso sfocia nel parlare di qualita’ vs. quantita’.

Questo nuovo stile appare agli occhi delle persone molto semplice nel servizio, ma puo’ essere in realta’ piu’ complicato dietro le quinte. Tantissime nuove tecniche e prodotti sono state introdotte all’interno dei bar per via della crescita esponenziale degli ultimi anni; si e’ iniziato a fermentare, chiarificare, usare diversi metodi nella preparazione di uno sciroppo, fare infusioni e sono stati introdotti nuovi strumenti come il rotavapor e grazie a tutto cio’ quello che ne esce, che sia un drink, un distillato, uno sciroppo o un fementato, parla per se stesso.

Grazie a questo trend i professionisti sono molto piu concentrati sugli ingredienti e sull’esaltazione di singoli sapori, ma semplicita’ non per forza significa usare meno ingredienti. Crediamo che semplicita’ oggi dimostri confidenza e rispetto per il proprio lavoro e sia in correlazione con la crescita dell’industria per ricerca e sviluppo della sostenibilita’.

 E la sostenibilità è un punto che viene preso molto sul serio da Giovanni Bologna, di Radici Clendestine, cocktail bar al centro di Caserta, che fa di ‘Zero Waste’ il capisaldo per la costruzione delle proprie cocktail list.

“Il minimalismo – dice Giovanni – viene spesso confuso con la moda dell’utilizzo di bicchieri lineari, prodotti limpidi, assenza di guarnizione. Minimalismo dovrebbe essere un approccio alla vita ed al lavoro, che rinuncia alle cose superflue, esaltando quelle necessarie. E da qui parte la ricerca di tecniche per lo sviluppo di ingredienti in quante più forme possibili, con il minore spreco possibile. L’obiettivo diventa esaltare ogni singolo ingrediente, sfruttandolo in tutte le sue potenzialità. L’approccio alla cocktail list diventa focalizzato su pochi ingredienti, preferibilmente stagionali e del territorio e sempre ispirato sempre alla storia, che si intersecano tra loro in tutte le ricette. “

"Da Radici Clandestino abbiamo una forte attenzione alla storia, alle nostre radici, appunto. Così ogni classico è studiato nella sua forma più originale ed espresso nella forma più semplice. La lista delle bevande è spesso ispirata ai frutti e alle piante aromatiche di Palazzo Reale, centro economico e sociale della città. Gli ingredienti sono esaltati nella loro essenza, fino alla forma che puntiamo alla semplicità".

Il ‘’less is more’’ e’ oggi usato come motto da bar in giro per il mondo, in Italia come a Londra, America, Australia e in qualsiasi alta parte del mondo.

La semplicita’ e’ alla base degli svariati menu’ dello Scout, di Londra, oggi al 28esimo posto nella classica dei The World's 50 Best Bars, dove la particolare attenzione ai minimi sprechi, dice Marcello Toscano, e’ alla base del loro concetto.

La loro e’ un operazione consapevole e sostenibile, sono focalizzati sul foraging e sull’esaltazione massimale dei prodotti locali Inglesi e stagionali. Dai prodotti foraggiati vengono prodotti i fermentati e distillati, all’interno del loro laboratorio, dove sapori e profumi sono padroni della scena grazie anche all’uso di ogni parte dell’ingrediente che tante altre realta’ possono vedere come scarto.

Loro, come tante altre attivita’, ci dimostrano che il mondo dell’hospitality si sta spostando in modo molto piu’ compatto e globale verso un punto di vista piu’ sostenibile che, secondo studi e statistiche, avra’ una crescita sempre piu’ esponenziale nei prossimi anni che permettera’ di ridurre impatti negative sull’ambiente che ha acquisito negli ultimi anni un ruolo sempre piu importante nelle scelte e nelle decisioni; semplici, ma allo stesso tempo complesse per chi le pratica, procedure e tecnologie innovative permettono di incrementare le prestazioni ambientali di una piccola-media impresa riducendone inoltre i costi fissi di gestione e aumentando la possibilita’ di offrire un servizio diversificato ad un prezzo concorrenziale per i consumatori che sono sempre piu’ informati e attenti e ci rendiamo conto che un prodotto piu’ green da inoltre la possibilita’ di ampliare la domanda attirando diversi target di clientela.

Scritto da Pasquale Bergamo